diagnosi prenatale
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2018 ◽  
Vol 19 (S1) ◽  
pp. 38-39
Author(s):  
Graziella Borzì ◽  
Giuseppina Padova
Keyword(s):  

2014 ◽  
Vol 15 (6) ◽  
pp. 247-252
Author(s):  
Faustina Lalatta ◽  
Vera Bianchi ◽  
Roberto Fogliani ◽  
Donatella Quagliarini ◽  
Silvana Guerneri ◽  
...  

2013 ◽  
Vol 62 (2) ◽  
Author(s):  
Gabriella Gambino

Investita da capacità di controllo e di gestione medica e tecnologica che stanno trasformando forme e tempi della procreazione e della nascita, la maternità si sta corredando di situazioni giuridiche assolutamente inedite e controverse. Insistentemente ridotta a mera capacità procreativa e diritto riproduttivo delle donne, essa è destinataria e risultato di interventi biomedici e pratiche quotidiane – la contraccezione, l’aborto, la fecondazione artificiale, ma anche la diagnosi prenatale e la selezione fetale – che sempre più domandano l’intervento della bioetica e del diritto, non solo per analizzare le questioni morali e legislative che emergono dalla manipolazione di corpi e vite, ma ancor prima per tentare una pre-comprensione delle dimensioni etiche, culturali e filosofiche dalle quali la maternità viene continuamente investita. In particolare, il dibattito più recente sulla legittimità costituzionale di alcune norme della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita in Italia – soprattutto con riguardo al divieto di fecondazione eterologa – sta sollecitando in maniera insistente la pubblica opinione e i giuristi con l’invocazione di un presunto “diritto al figlio” che, sebbene non abbia ancora trovato un fondamento nel nostro ordinamento, sembra trovare conforto in una cultura giuridica, soprattutto di matrice sovranazionale, non priva di implicazioni bioetiche e sociali. A partire da tali considerazioni, il presente contributo intende proporre delle linee di riflessione di natura filosofico-giuridica su quella ambivalenza della maternità che il racconto biblico del giudizio delle due madri di Re Salomone è capace di esplicitare in maniera straordinariamente moderna ed attuale. Il dolore femminile per la sterilità – che richiede tempi e spazi di elaborazione – è uno degli aspetti che la tecnologia riproduttiva cerca di rimuovere, con l’effetto di annullare ogni possibilità di cogliere il senso profondo della sterilità come condizione umana, oltre che il valore autentico della maternità come accoglienza e dono. ---------- Maternity is nowadays invested by possibilities of medical and technological control and management, which are transforming modalities and timing of procreation and birth, and for this reason it is characterised by new and controversial juridical situations. Constantly reduced to mere procreative capability and to women’s reproductive right, it is addressed and result of biomedical interventions and daily practices – contraception, abortion, artificial fertilisation, prenatal diagnosis and foetal selection – which ask more and more the intervention of bioethics and law, not only to analyse ethical and legal questions arising from the manipulation of bodies and lives, but some more to try a pre-comprehension of ethical, cultural and philosophical dimensions which are assailing maternity. In particular, the most recent debate on constitutional legacy of some rules of law n. 40/2004 on medically assisted procreation in Italy – especially with regard to the prohibition of heterologous fertilisation – is pressing public opinion and jurists about a supposed “right to child” which has not been recognised within our juridical order but which is supported by a juridical international culture, full of bioethical and social implications. Starting from these considerations, this contribution aims to propose some philosophical and juridical considerations on the ambivalence of maternity, which is so well expressed in such a modern and actual way by the biblical tale on King Salomon’s judgement towards the two mothers. The feminine pain for sterility – which asks for time and spaces to be worked through – is one of the aspects that reproductive technologies try to repress, undoing every possibility to catch the deep sense of sterility as human condition, besides the authentic value of maternity as acceptance and gift.


INTERAZIONI ◽  
2012 ◽  
pp. 100-118
Author(s):  
Monica Grigio
Keyword(s):  

Verrŕ illustrata la casistica del lavoro clinico svolto dal Servizio di Psicologia Clinica dell'U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale V. Buzzi'. L'attivitŕ del Servizio prevede interventi sia a livello preventivo che di presa in carico psicoterapeutica in caso di psicopatologia e si articola in diversi ambiti (conduzione dei Corsi di accompagnamento alla nascita e al puerperio, assistenza psicologica nei reparti, attivitŕ psicoterapeutica ambulatoriale, assistenza psicologica in Diagnosi Prenatale, formazione psicologica per gli operatori che operano in ambito perinatale, attivitŕ di ricerca, ecc). L'intervento terapeutico in ambito perinatale in ospedale richiede un contatto emotivo molto intenso e una tecnica che sia in grado di sostenere anche le situazioni piů acute o in emergenza. La psicologa perinatale deve saper modulare in maniera flessibile il classico setting terapeutico: alla consuetudine di uno studio chiuso deve saper contrapporre il colloquio al letto della donna o in piedi davanti all'incubatrice del bambino, deve poter favorire e accompagnare cambiamenti rapidi, alternare occasioni di sostegno psicologico ad interventi di clinica classica, prestarsi ad un ascolto analitico come anche a momenti di semplice informazione, confrontarsi da sola con la donna o con il futuro padre, o dover intervenire in una dinamica di coppia o, ancora, nella relazione della madre con il neonato che magari richiede di essere allattato o cambiato durante la seduta.


SETTING ◽  
2011 ◽  
pp. 61-77
Author(s):  
Sylvain Missonnier
Keyword(s):  

Sylvain Missonnier sottolinea il carattere "estremo" della diagnosi prenatale, fatto ormai di routine nei Reparti di Maternitŕ. Se un neonato colpisce i fondamenti enigmatici del nostro essere, l'embrione e il feto inducono ad assumere posizioni difensive ancora piů forti, attingendo all'area del "perturbante". In particolare, l'incontro ecografico del feto produce nei genitori e negli operatori una vasta gamma di forti reazioni psichiche paradossali, che comportano incertezze inevitabili e i processi dell'anticipazione. L'autore illustra i suoi interventi di consultazioni terapeutiche individuali, coniugali e familiari, le attivitŕ di gruppo di preparazione alla nascita, i gruppi Balint con il personale medico, infermieristico e gli ecografisti del Reparto maternitŕ, che consentono la costruzione di ciň che René Kaës ha chiamato "l'apparato psichico del gruppo" che "svolge un lavoro psichico particolare: produrre e trattare la realtŕ psichica del e nel gruppo". L'attenzione č qui foca- lizzata sulla clinica del dare ai genitori la notizia di una disabilitŕ nel feto/neonato, sulla programmazione del parto (parto su appuntamento) e sul contesto ecografico. Lo psicoanalista parte dall'analisi dello scambio triangolare tra le immagini del feto, i genitori e l'ecografista, per individuare le dinamiche del processo di genitorialitŕ: il ruolo potenziale dell'incontro ecografico č quello di organizzatore psichico della genitorialitŕ e di punto di riferimento di una collaborazione multidisciplinare a favore dell'accettazione della diagnosi e delle sue ripercussioni sul processo di elaborazione individuale e sociale dell'incertezza tremenda del concepimento, che si apre la strada al limite tra la morte, l'informe e il mostruoso.


2011 ◽  
Vol 60 (1) ◽  
Author(s):  
Fermin J. González-Melado ◽  
Maria Luisa Di Pietro

L’uso di tecniche di analisi degli acidi nucleici fetali presenti nel sangue periferico materno nella diagnosi genetica è una realtà nella pratica clinica. Nei prossimi anni, diventerà parte del monitoraggio fetale. Questo studio analizza lo stato attuale delle conoscenze scientifiche in materia, nonché le principali questioni etiche derivanti dal rapporto tra la diagnosi prenatale non invasiva e l’aborto eugenetico, nel contesto di una mentalità sociale apertamente eugenetica. ---------- The use of techniques of fetal nucleic acids analysis present in maternal peripheral blood for noninvasive prenatal genetic diagnosis is a reality in the clinical practice of diagnosing certain diseases. In the coming years, it will become part of the routine monitoring for fetal diagnosis. This study analyzes the current status of these techniques as well as the major ethical issues arising from the relationship between noninvasive prenatal diagnosis and eugenic abortion in the context of a social mind openly eugenic.


2008 ◽  
pp. 209-236
Author(s):  
Giovanni Centini ◽  
Lucia Rosignoli ◽  
Elisa Faldini ◽  
Francesco Calonaci ◽  
Felice Petraglia
Keyword(s):  

2008 ◽  
pp. 551-571 ◽  
Author(s):  
Luigi Palmieri ◽  
Anna Laura Graziussi
Keyword(s):  

2005 ◽  
Vol 54 (1) ◽  
Author(s):  
M.L. Di Pietro ◽  
A. Giuli ◽  
Z. Serebrowska
Keyword(s):  

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