ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE
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Published By Franco Angeli

2532-4756, 1122-6838

Author(s):  
Rosario Daidone

L'autore stimola una riflessione sull'importanza dell'architettura del vaso e sul nesso che esiste tra forma e decorazione, nel rapporto tra l'intervento del ‘torniante' e quello, successivo, del decoratore. Il tema, richiamato da alcuni autori del passato, è stato spesso disatteso nelle moderne esegesi. Vengono analizzati i vincoli che legano la decorazione alla forma dei singoli vasi e le ragioni artistiche stabilite dai due operatori, in particolare nel vasellame da farmacia.


Author(s):  
Gianluca Vecchio
Keyword(s):  

Si intende contribuire a delineare la diffusione delle ceramiche nelle dimore nobiliari tra Sicilia e Spagna a partire dai contenuti inediti di inventari secenteschi di una famiglia siciliana come i Moncada, protagonista nei contesti sociali e di potere più elevati della monarchia cattolica. In relazione alle presenze ceramiche in altri inventari iberici e siciliani e alla loro provenienza dalla penisola italiana e dalle terre d'oltreoceano della Nuova Spagna e dall'Oriente. Attenti anche al significato e valore di tali arredi e oggetti d'uso del dibattito sul lusso nel Siglo de oro e alla preminenza tra i beni domestici di manufatti di argento.


Author(s):  
Giusy Larinà

Il saggio espone l'idea progettuale dell'allestimento del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone nella nuova sede in Sant'Agostino, che per la prima volta trova una sua divulgazione. Il tracciato rende nota la metodologia utilizzata per la fruizione delle collezioni musealidal ‘500 all'800, costituite da materiali eterogenei e prevalentemente da vasi da farmacia, attraverso un innovativo percorso scientifico suddiviso in cinque tematiche. La storia della maiolica moderna, supportata dalle conoscenze acquisite dalla scrivente tra Sicilia e Malta è stata presentata ripercorrendo le svariate applicazioni della ceramica calatina in vari settori.


Author(s):  
Françoise Dejoas

L'autore considera le maioliche spagnole decorate a lustro rinvenuti in più aree della Sicilia centromeridionale. Il materiale presente a Gela, al Castellazzo di Delia e al castello di Pietrarossa è datato tra il XII e il XVI secolo. I castelli e le fonti di approvvigionamento sono particolarmente attenzionati poiché capaci localmente di gestire i flussi commerciali con la Spagna.


Author(s):  
Agata Farruggio

L'autrice partendo dall'esame degli albarelli cinquecenteschi di produzione italiana, e siciliana in particolare, sopravvissuti nelle collezioni siciliane pubbliche e private ripercorre il tema del ritratto di personaggi immaginari o storici presente in essi e, sulla scorta della storiografia esistente, traccia una linea di collegamento tra gli stilemi decorativi della maiolica e i coevi moduli rappresentativi delle incisioni e delle illustrazioni dei libri a stampa della seconda metà del XVI secolo.


Author(s):  
Francesco Failla

Nel 1572 la Vergine appare nelle acque di una fonte a Caltagirone; l'edificazione di un santuario, l'azione dei Gesuiti, la venerazione popolare ne hanno mantenuto intatto il culto per secoli e le brocche - quartare nel dialetto locale - un tempo usate per attingere acqua, sono diventate il simbolo della devozione a Maria. Obiettivo del contributo è mostrare come questi oggetti devozionali - in terracotta e maiolica policroma - possano essere valorizzati realizzando un itinerario turistico-culturale nel quale l'intimità spirituale della comunità e la valenza dei maestri ceramisti s'incontrano per raccontare memorie, religiosità e bellezza.


Author(s):  
Antonino Meo ◽  
Paola Orecchioni

I consumi di ceramica invetriata da mensa a Mazara tra X e XIV secolo. Nuovi dati dallo scavo di via Tenente Gaspare Romano A distanza di decenni dalla sua esecuzione, lo scavo di Via Tenente Gaspare Romano (Mazara del Vallo -TP) si rivela un preziosissimo scrigno di dati archeologici. In particolare, il materiale ceramico recuperato da pozzi e latrine presenti sul sito consente uno sguardo che abbraccia l'epoca islamica, normanna, sveva, angioina e aragonese. L'articolo si propone di offrire una panoramica sulle ceramiche rivestite da mensa recuperate dagli scavi, che includono prodotti realizzati localmente a Mazara e oggetti importati da altri luoghi dell'isola e dal Mediterraneo.


Author(s):  
Giamina Croazzo

Presso il Museo Civico di Catania è conservato un numero cospicuo di manufatti messicani in terracotta, riflesso di una moda molto diffusa tra Sei e Settecento, descritta in letteratura e documentata nelle nature morte dipinte. La fama di tali manufatti andò scemando dalla seconda metà dell'Ottocento, tanto che gli inventari siciliani tra fine secolo e quello successivo perdono memoria della loro provenienza.


Author(s):  
Elena Pezzini

Si affrontano alcune questioni relative alle produzioni ceramiche bassomedievali di Palermo provando a mettere a confronto fonti documentarie, fonti archeologiche e dato ceramologico per fasce cronologiche. I dati analizzati coprono un arco cronologico (fine XII-prima metà XIV secolo) che vede la trasformazione della Palermo plurilingue con una corposa popolazione islamica e arabofona in una città cristiana e prevalentemente latina, queste trasformazioni si riflettono anche sulle produzioni ceramiche. Parole chiave: Palermo, produzione ceramica, normanni, svevi, bassomedioevo


Author(s):  
Alfio Nicotra ◽  
Valentina Del Campo ◽  
Carmela Zaira Raimondo ◽  
Olga Vigo

Il "Piatto di Sicilia", così denominato per l'aquila araldica del Regno svevo di Sicilia che campeggia sul recto, è un piatto in maiolica a lustro di controversa datazione, realizzato nella penisola iberica tra XIII e XV secolo. Gli Autori, attraverso l'analisi umanistica, sostengono la datazione al XIII secolo, quale opera di un'officina islamica di Valencia al servizio della regina Costanza di Svevia, figlia di Manfredi re di Sicilia e sposa di Pietro III d'Aragona.


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