radiologia interventistica
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Author(s):  
Bartolini Susanna

Il cateterismo tramite palloni vascolari delle arterie uterine nei casi elettivi di parto con taglio cesareo, a seguito di diagnosi di placenta accreta, è una procedura di radiologia interventistica. Questa semplice procedura richiede una buona conoscenza delle varie strategie attuabili per la riduzione della dose al paziente e in questo caso un’attenzione in più rivolta a quei piccoli pazienti presenti nel grembo materno. Queste strategie di riduzione e di gestione della dose vengono attuate attraverso fattori propri delle apparecchiature e, attraverso corrette tecniche che sono dipendenti dall’operatore e dalla procedura stessa. Nel complesso la procedura, condotta da team multidisciplinare (radiologia interventistica, ginecologia ed ostetricia, neonatologia, anestesiologia area materno-infantile, terapia intensiva…) può essere suddivisa in: • fase angiografica: posizionamento pre-chirurgico dei cateteri a palloncino per limitare l’afflusso ematico arterioso diretto all’utero durante le fasi immediatamente successive al parto; • fase chirurgica: estrazione del neonato e della placenta, controllo del sanguinamento associato alla procedura chirurgica; • fase angiografica: con eventuale intervento di embolizzazione finalizzata ad occlusione selettiva delle arterie uterine, cercando di limitare il ricorso all’isterectomia nei casi non responsivi al trattamento mini-invasivo. Avere una familiarità elevata con questa tecnica diventa evidente poiché la procedura può essere convertita, secondo esigenze cliniche, da chirurgica ad angiografica e viceversa, e se si pensa che la condizione di placenta accreta è la terza causa di emorragia post-partum, emorragia che è prima causa di mortalità materna.


2018 ◽  
Vol 5 (2) ◽  
Author(s):  
Antonio Orlacchio ◽  
Daniela Tosti ◽  
Fabrizio Chegai ◽  
Germano Scevola

2017 ◽  
Vol 37 (2) ◽  
pp. 113-121 ◽  
Author(s):  
P. Capaccio ◽  
S. Torretta ◽  
L. Pignataro ◽  
M. Koch

Negli ultimi decenni i tradizionali approcci terapeutici alla patologia ostruttiva salivare sono stati gradualmente sostituiti da trattamenti conservativi e mini-invasivi tra cui la litotrissia salivare, la scialoendoscopia, le tecniche di radiologia interventistica e la rimozione vidoendoscopica di calcoli per via trans-orale o trans-cervicale. Tra queste tecniche la scialoendoscopia è attualmente considerata il trattamento di scelta, tuttavia la sola scialoendoscopia interventistica non preceduta da tecniche di frammentazione garantisce una completa rimozione dei calcoli salivari all’incirca nel 15-20% dei casi. Inoltre il 10-20% dei calcoli non è raggiungibile endoscopicamente o con altri approcci chirurgici. In questi casi la litotrissia salivare extracorporea rappresenta il trattamento di scelta. Nonostante ciò negli ultimi anni la litotrissia salivare extracorporea è stata gradualmente sostituita dalle tecniche di frammentazione intracorporee eseguite sotto controllo endoscopico tra cui la litotrissia salivare intracorporea laser e pneumatica video-assistita. In questo articolo verranno descritte le tecniche e le indicazioni residue alla litotrissia salivare, comprendente la litotrissia extracorporea e la litotrissia salivare intracorporea laser, elettroidraulica, elettrocinetica e pneumatica video-assistite. Verranno inoltre fornite le indicazioni residue di tali trattamenti.


2007 ◽  
pp. 397-403 ◽  
Author(s):  
Dorico Righi ◽  
Maria Carla Cassinis ◽  
Valentina VirzÌ ◽  
Giovanni Gandini

2002 ◽  
Vol 14 (Suppl. 3) ◽  
pp. S35-S37
Author(s):  
Andrea Lovaria ◽  
Antonio Nicolini ◽  
Daniele Meregalia

Abstract non disponibile


1999 ◽  
Vol 85 (1_suppl) ◽  
pp. 54-59 ◽  
Author(s):  
Ernesto Mazza ◽  
Luca Carmignani ◽  
Alessandro Stecco ◽  
e Paolo Lucibello

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