massimo bontempelli
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2021 ◽  
Vol 9 ◽  
pp. 135-147
Author(s):  
Dana Božič
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L'articolo presenta alcuni testi di Massimo Bontempelli finora relativamente poco esplorati dalla critica bontempelliana o perfino sconosciuti, provenienti dall'ambito del giornalismo e da collaborazioni editoriali. L’analisi della prefazione alle Prose di fede e di vita del primo tempo dell’umanesimo, scritta da Bontempelli nel 1913, mostra (anche al confronto con altri articoli bontempelliani sia del periodo degli esordi, sia dei primi anni Venti) che numerose tesi della tendenza culturale e letteraria del ‘novecentismo’ teorizzata tra il 1926 e il 1927, erano presenti già nelle prime collaborazioni editoriali di questo intellettuale. Fra queste tesi: il ruolo di una lingua trasparente, l’importanza dell’immaginazione, la necessità di prestare attenzione al pubblico e di liberarsi da una troppo stretta adesione al canone, per nominarne alcune.


2021 ◽  
Vol 54 (1-2) ◽  
pp. 179-196
Author(s):  
Dana Božič
Keyword(s):  

Nella prefazione all’edizione italiana del Rosso e il nero di Stendhal (1913), Massimo Bontempelli (1878-1960), il traduttore del romanzo, presenta alcune sue opinioni relative al necessario rinnovamento culturale e letterario che costituirà poi il suo Novecentismo, difeso nella rivista letteraria “900” (1926-1927). Il presente articolo esplora come Bontempelli, attraverso le osservazioni sulla vita di Stendhal e la tragica esperienza di Julien Sorel, traccia un parallelo implicito con il proprio momento storico, considerando il ruolo dello spirito rivoluzionario delle avanguardie in tale rinnovamento. Tuttavia, implica anche che ciò debba essere controbilanciato dall’idea classica di arte e letteratura, dove la tradizione è vista come un’intima e profonda continuità tra manifestazioni di inaspettata novità. Anche se Bontempelli simpatizzerà in seguito con il Futurismo italiano, è proprio tale equilibrio che rende la sua proposta culturale e letteraria per la “Terza Epoca”, il Novecentismo, unica nel panorama letterario italiano. Questo saggio considera i suoi scritti del 1913 nel contesto della società di massa emergente, e quindi gli aggiustamenti editoriali e linguistici che furono necessari per l’edizione, e li paragona contemporaneamente alle riflessioni bontempelliane fatte sul tema negli anni a seguire.


Author(s):  
Arianna Ceschin

The posthumous work Album di vestiti, although not a real diary, constitutes an example of private writing capable of retracing the salient passages of the personal and literary story of Paola Masino, author and journalist of the 20th century. These are autobiographical pages where Masino reflects on the themes of motherhood, marriage, her concept of literature and the interest in the chromatic sphere expressed in her volumes. A work of memory, therefore, a ‘biography of clothes’ capable of revealing the dynamics that led to the drafting of some of the most famous passages of Paola Masino’s writings, as well as episodes related to the dear figures of the father Enrico Alfredo and Massimo Bontempelli.


Author(s):  
Arianna Ceschin

From 1938 to 1950 Paola Masino had to follow Massimo Bontempelli in exile in Venice. It was a difficult period for Masino, always linked to her beloved Rome, during which she was unable to accept the lagoon environment. An intolerance transmitted in the various letters addressed to her parents, in which she complains of a certain inability to carry on her creative production. In reality they were years studded with numerous intellectual acquaintances and with the writing of various journalistic texts, without forgetting the publication of her best known novel, Nascita e morte della massaia. The essay, therefore, aims to investigate the relationship established by Paola Masino with Venice, in all its aspects.


Author(s):  
Marinella Mascia Galateria

The essay retraces Masino’s life and work from 1938 until 1950 – the period of time she lived in Venice – through her private letters and memoirs (Album di vestiti). Masino transferred to Venice not of her own will, but to follow her companion, writer Massimo Bontempelli, who was compelled by the Fascist Regime to leave Rome. ìTherefore Masino’s relationship with Venice was conditioned from the political situation she lived in and deeply influenced the book she wrote in Venice from 1938 and 1941: Nascita e morte della massaia. Through the publisher’s letters and institutional documents the essay illustrates the censorship’s interventions on the text of her novel before she was allowed to publish it.


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