al gore
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2021 ◽  
pp. 82-97
Author(s):  
Beatriz Larraín Martínez
Keyword(s):  

Los jueces son hoy actores políticos importantísimos. Esto es efectivo tanto en Chile como en el mundo entero. El Brexit, por ejemplo, fue publicitado, entre otras cosas, como una forma de librarse de una buena vez del enorme poder de la Corte Europea de Justicia, la cual supuestamente tenía a los Británicos subyugados de modo que debían, en palabras de Theresa May, “retomar el control”. En los EEUU, las recientes elecciones tenían a todos pendientes de lo que harían los tribunales, recordando que el año 2000, cuando compitió George Bush contra Al Gore, fue la Corte Suprema la que finalmente decidió quien ocuparía el sillón presidencial estadounidense. En este trabajo entregaremos algunas nociones básicas sobre el rol político que cumplen hoy los jueces, y en especial en relación con los DESC. Podemos adelantar que en el tema existen defensores y detractores, todos con fuertes argumentos. Dividiremos el ensayo en tres partes distintas. Una primera de introducción al tema, donde fijaremos algunos conceptos básicos. La segunda, en que analizaremos los argumentos de quienes defienden y quienes condenan la actividad del juez en relación con los DESC. En la tercera parte veremos algunos ejemplos sacados de la realidad chilena que ilustran lo planteado en las secciones uno y dos del presente trabajo.


2021 ◽  
Vol 20 (1) ◽  
pp. 67
Author(s):  
Barnabas Ohoiwutun

<em><em>This articleaims to respond Al Gore’s critics onArne Naess’ concept of deep ecology. ForAl Gore, deep ecology of ArneNaesshas reduced the position and the role of human being in nature. The reason is becauseNaess’s deep ecologyis assumed to see human being as the source of destruction on earth and alien which is not part of nature; it grasps man as creature without ability to think and to have free will; and it has no solution for current ecological crisis. Naess, in constrast, comprehends human beings as good in himself, part of nature, and a unique creature. Because of this uniqueness,human being has responsibility to protect and to preserve nature.Thus, although they have differences, both deep ecology of Naess and the ecology of Al Gore havemany similarities. These similarities can be used ascontribution to any effort to save the earth today.<br /></em></em><p><strong><em>Key words</em></strong><em>: </em>ekologi dalam, menusia, alam, antroposentrisme, ekosentrisme</p>


2020 ◽  
Author(s):  
Francesco Misuraca
Keyword(s):  

Questo contributo affronta il tema della risarcibilità dei danni alla salute pubblica da parte di alcuni Stati ad altri. Si fariferimento alla tendenza che i trattati internazionali registrano negli ultimi anni, specie in ambito europeo (il noto Statuto diRoma della Corte penale internazionale, in particolare, e le convenzioni che ad esso si richiamano), a tutelare i diritti umanioltre il limite normalmente riconosciuto alla sovranità degli Stati. Il tema è attuale dato che alcuni Stati del mondo hanno, peresempio, invocato contro la pandemia del Covid 19 l’obbligo della Cina, uno Stato indipendente, di risarcire i danni alla saluteche Stati terzi hanno subito come contraccolpo dell’emergenza sanitaria in termini di vite umane e di danno all’economianazionale. L’effetto prevedibile e “de jure condendo” è che in un futuro non molto lontano si configuri la risarcibilità tra Staticome obbligo assoluto, anziché come esito della condanna da parte di una Corte di Giustizia Internazionale che operi in formaarbitrale e con il mero consenso degli Stati legati da un trattato. Il tema merita riflessione per definire il grado di progresso dellapace tra le nazioni alla luce degli ideali regolativi già formulati in passato dalla filosofia del diritto occidentale, uno per tuttiquello autenticamente illuminista di I. Kant. in “Per la Pace Perpetua”. E’ sicuramente dubbio che i recenti fatti, vale a dire lepossibili ed eventuali negligenze di alcuni Stati, non solo la Cina, costituiscano Crimini contro l'umanità, ma è per di più difficilesostenere che vi sia qualche norma relativa alla grave negligenza che con certezza possa essere entrata a far parte del dirittoconsuetudinario internazionale. Tuttavia, le violazioni dei diritti umani, in particolare di quello della vita e della salute personale,sono già sanzionate in molti strumenti pattizi internazionali, per cui può almeno dirsi che è in via di maturazione unaconsuetudine internazionale incriminatrice, anche di tipo giurisdizionale. Il problema dei delitti internazionali è che gliinadempimenti di obblighi pattizi presentano la gravissima difficoltà di scindere la responsabilità dello Stato inadempiente daquella del soggetto agente. Lo Stato estero che pretendesse di perseguire tali fatti dinanzi a qualsiasi tribunale internazionalesubirebbe l'opposizione dell'eccezione di immunità fondata sulla funzione svolta: Il funzionario dello stato colpevole inoltrepotrebbe eccepire che “par in parem non habet iurisdictionem” (principio di sovrana uguaglianza tra gli Stati, di cui all'articolo2 par. 1 della Carta delle Nazioni Unite). In via subordinata, il noto meccanismo arbitrale (la clausola compromissoria, in casodi convenzioni che leghino lo Stato inadempiente ad un sistema sovranazionale di salvaguardia dei diritti umani) non assicurala soluzione dell’altro grave problema dell’indeterminatezza definitoria dei crimini internazionali contro l’umanità. Anche se laprassi internazionale ormai ne riconosce un certo numero (p.e., le convenzioni siglate da buona parte degli Stati, come quellasulla tortura o contro l'apartheid, come elencati dall'articolo 7 dello statuto della Corte penale internazionale), diventa facile,anche in un arbitrato pubblico internazionale di un corte sovranazionale di giustizia, eccepire la violazione del principio “nullumcrimen sine lege”. Analizzeremo, perciò, come ipotesi di lavoro, ma anche come precedente storico, per il concetto di “obbligoassoluto di condanna” e “giurisdizione universale sui diritti umani”, la Convenzione del 1984 sulla Tortura, dalla quale i “LawLords” inglesi ritennero di ricavare il principio della giurisdizione universale nel caso Pinochet. Nel considerare questi fatticome un avanzamento nella direzione tratteggiata da Kant per la Pace Perpetua Internazionale, si farà riferimento anche allalezione di Gaetano Filangieri e alla sua tesi per cui se la ragione è universale, i princípi della legislazione varranno per tutti ipopoli del mondo; e all’ex vice- presidente degli Stati Uniti, Al Gore e alla sua difesa della libertà democratica, dello stato didiritto e dei diritti umani dai poteri forti delle oligarchie finanziarie interne agli Stati, che ordinariamente ostacolano il sistemasanzionatorio internazionale alle violazioni dei diritti umani.


2020 ◽  
Vol 25 (81) ◽  
Author(s):  
Cristiana Trindade Ituassu ◽  
Lucia B. Oliveira

<p>Recentemente a ciência tem sofrido múltiplos ataques. A luta contra dogmas e “achismos” no tatame da opinião pública tem sido dura e, muitas vezes, ineficaz. Talvez por isso façam tanta falta pessoas cujo trabalho evidencie a relevância de um debate fundamentado, com perspectivas visionárias e impactos significativos. Uma dessas pessoas foi Sergio Trindade, brasileiro que, em março último, se tornou uma das primeiras vítimas da Covid-19 nos Estados Unidos. Sergio atuou de forma pioneira em defesa da causa ambiental, com destaque para a questão da governança. Trabalhou na preparação da Conferência das Nações Unidas sobre Meio Ambiente e Desenvolvimento (Rio-92) e participou da elaboração da Agenda 21, um plano de ações para o desenvolvimento sustentável elaborado a partir da conferência. Por esses esforços, foi convidado a integrar o Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e, em 2007, tornou-se um dos agraciados com o Prêmio Nobel da Paz, concedido aos cientistas do painel e a Al Gore pela contribuição para a conscientização global sobre a importância e a gravidade das mudanças climáticas. Mas suas ações para o desenvolvimento e a sustentabilidade do planeta vão além. Os esforços de Sergio nessa área foram marcantes e geraram resultados efetivos. Neste artigo, procuramos resgatar sua trajetória pessoal e profissional e suas contribuições, especialmente a partir de depoimentos de colegas e amigos que conviveram com ele. Acreditamos que seu legado precisa ser não apenas lembrado, mas também praticado e levado adiante, especialmente frente aos recentes ataques à ciência e à sua sentida e prematura ausência.</p>


2020 ◽  
Vol 7 (1) ◽  
pp. 193-224
Author(s):  
Donata Borowska
Keyword(s):  

Al Gore to soft power polityki światowej, którego działalność na rzecz bezpieczeństwa ekologicznego została uhonorowana, kiedy w 2006r. zdobył Oskara za film dokumentalny „Niewygodna prawda”, a w 2007r. otrzymał Pokojową Nagrodą Nobla. Były 45. wiceprezydent USA to protekcjonista przełomu XX/XXI wieku na rzecz walki z negatywnymi skutkami globalnego ocieplenia. W dobie współczesnych zagrożeń pogarsza się stan środowiska świata, gdzie z jednej strony mamy do czynienia z brakiem realizacji zasad zrównoważonego rozwoju, a z drugiej z cywilizacyjną katastrofą ekologiczną. Al Gore w swojej działalności edukacyjnej mówi o braku: rozumu, logiki i prawdy. W jego ujęciu zwyciężają media elektroniczne ze swoim przekazem „osobistych odczuć” w analizowaniu decyzji USA, które są związane m.in. z brakiem bezpieczeństwa ekologicznego w Afryce. Działalność adaptacyjna Ala Gore'a związana jest z propagowaniem i przestrzeganiem ekologicznych postaw życia i dla życia - to wartość naukowa i praktyczna w odniesieniu do bezpieczeństwa ekologicznego świata. Celem artykułu jest przedstawienie w ujęciu politologiczno - prawnym problemu bezpieczeństwa ekologicznego w działalności edukacyjnej byłego 45. wiceprezydenta USA, w zakresie wprowadzenia ograniczeń służących zmniejszaniu negatywnych skutków globalnego ocieplenia dzięki stale prowadzonemu polemicznemu dyskursowi. Zastosowanie metody analizy decyzyjnej pozwoli na przedstawienie decyzji podejmowanych przez Ala Gore'a. Metoda ta przy specyfice artykułu posłuży do identyfikacji celów byłego 45. wiceprezydenta USA przedstawianych w jego działaniach adaptacyjnych związanych z bezpieczeństwem ekologicznym, a następnie do wskazania sytuacji, które doprowadziły do podjęcia danych decyzji i jego wyboru działania.


Author(s):  
Jennifer Stromer-Galley

The 2000 campaigns focused on experimentation with DCTs. Changes in election laws made collecting contributions online feasible, which became a focus of campaigns. John McCain was savvy at capitalizing on fundraising, establishing the infrastructure to channel enthusiasm into money following key events. George W. Bush built a massive voter file for microtargeting. Steve Forbes constructed an image as the first “Internet candidate,” while Al Gore, who also should have done so, instead used DCTs conservatively. Bill Bradley developed a community involvement kit, a clear indication that campaigns began to see the potential of two-step flow. Yet, campaigns were still generally distrustful of what might happen if they let their supporters genuinely engage with the campaign. As hierarchical organizations with professional and highly paid senior staff who at their gut level—and through their experience know how to campaign—the idea of more citizen-driven efforts in political campaigns was unthinkable.


2019 ◽  
pp. 77-128
Author(s):  
Ines Lörcher
Keyword(s):  

Green Heroes ◽  
2019 ◽  
pp. 207-211
Author(s):  
László Erdős
Keyword(s):  

2018 ◽  
Vol 7 (4) ◽  
pp. 4
Author(s):  
Manuela Epure

Digital transformation, occurred in the past recent years, impacts many areas: from economics to society and reveal new opportunities, today when half of the world’s population is connected to the Internet but less than half trust that technology will make their lives better[1].“Over half of the global population is connected to the internet and has growing access to the sum total of human knowledge at their fingertips. The internet will increasingly bring about ever more transformational changes for human civilization. However, some of these changes will also bring unpredictable costs. We are just now beginning to better understand this ‘Faustian bargain’ ” says Al Gore, co-founder and chairman of Generation Investment Management.[1]  World Economic Forum – Our Shared Digital Future: Building an Inclusive, Trustworthy and Sustainable Digital Society, p.3


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