Modernity 2.0: dove sociocibernetica e Internet Studies si incontrano

2010 ◽  
pp. 9-11
Author(s):  
Fabio Giglietto

La gran parte degli internet studies č oggi dedicata a riflettere sull'impatto dei cosiddetti social media. Al contrario, questo fenomeno č stato a lungo un tema marginale nella comunitŕ scientifica che si richiama alla tradizione di Norbert Wiener, von Bertalanffy e Heinz von Foerster. Anche le applicazioni piů strettamente sociologiche della cibernetica, ispirate alle teorie sviluppate da Talcott Parsons e Niklas Luhmann, sono raramente dedicate allo studio dei media o di internet e quasi mai a quello dei social media. Ciň nonostante, e questa č l'ipotesi sulla quale si č basato l'intero impianto della conferenza Modernity 2.0, gli strumenti teorici resi disponibili dalla sociocibernetica, disciplina che affonda le sue radici proprio nello studio dei primi sistemi uomo-macchina in grado di auto-regolarsi, possono rivelarsi uno strumento utile a supporto degli internet studies.

Author(s):  
Daniela Ferrazza

La valutazione street level dei servizi sociali č un approccio particolare nello studio e nella valutazione dei servizi pubblici, che sta guadagnando sempre piů apprezzamento nelle comunitŕ professionali. Essa si basa sul presupposto che i burocrati street level, hanno un ruolo cruciale nella realizzazione di servizi sociali/progetti/politiche e stabilisce che tale ruolo, lungi dall'essere un ostacolo, č creativo e attivo. La formula della Street Level Evaluation comprende una tecnica di osservazione diretta, di un processo partecipativo di valutazione e una particolare attenzione per le strategie del professionista, in base al presupposto che le politiche sono qualcosa che la gente fa. Ci sono diversi fattori che siamo stati in grado di cogliere, grazie a questo approccio, e che riguardano essenzialmente quegli aspetti del lavoro sociale che non possono essere trovati nei documenti e nelle dichiarazioni. Prima di tutto, gli aspetti organizzativi per la divisione del lavoro informale che influenzano molto la qualitŕ del servizio. Inoltre, le strategie degli operatori sociali messe in atto per sostenere le richieste dei clienti evidenziano spesso l'uso di potere discrezionale da parte di tali lavoratori. Abbiamo considerato questa discrezionalitŕ come un "neutro" componente della politica e siamo stati in grado di chiarire come questo potrebbe contribuire a costruire un migliore disegno di valutazione.


2012 ◽  
pp. 87-102
Author(s):  
John L. Dennis ◽  
Aldo Stella
Keyword(s):  

Questa ricerca ha preso in esame come il priming che induce una rappresentazione subconscia di maggiore/minore agentività può influire sull'interpretazione di oggetti/eventi dinamici che si collocano nello spazio (Studio 1) e nel tempo (Studio 2). Nello Studio 1, i partecipanti sottoposti al priming della maggiore agentività sono stati indotti a pensare il movimento verso alto, come se l'oggetto fosse dotato di una forza interna (secondo quanto accade agli esseri viventi), mentre i partecipanti sottoposti al priming della minore agentività sono stati indotti a pensare il movimento verso il basso, come se l'oggetto subisse una forza esterna (ad es., la forza della gravità). I partecipanti allo Studio 2, sottoposti al priming della maggiore agentività sono stati indotti a pensare sé stessi come se si muovessero attivamente attraverso il tempo, in linea con la metafora dell'ego-moving, mentre i partecipanti sottoposti al priming della minore agentività sono stati indotti a pensare sé stessi come se fossero meno attivi nel loro muoversi attraverso il tempo, in linea con la metafora del time-moving. Questi risultati sono stati messi a confronto con quelli di una nostra ricerca precedente, che ha usato lo stesso priming, ma con compiti diversi.


2007 ◽  
Vol 13 (1-2) ◽  
Author(s):  
Raf Vanderstraeten

ZusammenfassungDer Aufsatz analysiert die historischen Veränderungen, die im christlichen Europa traditionell mit Säkularisierung identifiziert wurden. Im ersten Teil wird auf Analysen von Talcott Parsons und Niklas Luhmann Bezug genommen. Das Problem im Religionssystem wird verbunden mit gesamtgesellschaftlichen Transformationen, insbesondere mit dem modernen Problem der Inklusion von Individuen in Funktionssystemen. Im Allgemeinen geht es um die Frage, wie und wie gut Funktionssysteme Individuen zur Teilnahme motivieren können. Im zweiten Teil werden einige historische Details der religiösen Reaktion auf die beobachteten Inklusionsprobleme behandelt. Analysen dieser Reaktionen im 19. Jahrhundert verdeutlichen die Strategien, die die Kirchen benutzt haben, um sich als populäre Religionen zu gestalten.


2021 ◽  
pp. 85-104
Author(s):  
Davide Girardelli ◽  
Stephen M. Croucher ◽  
Thao Nguyen
Keyword(s):  

Oltre che ad innescare una crisi sanitaria globale, la pandemia COVID-19 ha fatto emergere in molti paesi fenomeni di sinofobia. Il presente studio esamina il pregiu-dizio anti-cinese in Italia nel contesto della pandemia COVID-19 alla luce della teoria integrata della minaccia (Stephan e Stephan, 2000). Tra i fattori considerati nello studio come possibili antecedenti sono stati inclusi il livello di istruzione, le ideologie conservatrici e l'uso dei social media. La raccolta dati è stata effettuata con un sondaggio online che ha coinvolto 316 partecipanti italiani nell'aprile 2020. I risultati suggeriscono come sesso, contatti intergruppo e conoscenza diretta di persone che hanno contratto il COVID-19 abbiano contribuito a far emergere la comunità cinese italiana come una possibile minaccia agli occhi dei partecipanti.


SEEU Review ◽  
2021 ◽  
Vol 16 (1) ◽  
pp. 3-13
Author(s):  
Aleksandar Jovanoski ◽  
Agron Rustemi

Abstract The aim of the paper is to present a brief insight into the significant works and views of the German sociologists Niklas Luhmann and Jűrgen Habermas on the role of law in regulating human relations in society. Educated as a lawyer, Niklas Luhmann in the late academic career was under the influence of the American sociologist Talcott Parsons. Niklas Luhmann later, under the influence of the American sociologist Talcott Parsons, he built a sociological theoretical system called the systems theory. On the other side, Jűrgen Habermas was a philosopher and sociologist, highly influenced by the Frankfurt school of sociology. According to Luhmann‘s systems theory, the social reality and the separate aspects of the social life are part of a deeper system called society, and in relation to the same they are set as subsystems. Social systems are divided into allopoietic and autopoietic. One of the significant axioms of Luhmann’s theory is that the largest number of systems tends to simplify due to the pressure of the environment for greater efficiency. Law in Luhman’s systems theory enjoys the status of an autonomous system for regulating society, rather than an instrumental contribution to politics. This brief review exposed a big clash between two influential German thinkers. In this paper we are going to use historical method and analysing of the content of different materials and previous authors that are dealing with the work of Niklas Luhmann and Jűrgen Habermas.


Author(s):  
Laila Shereen Sakr

This chapter presents a basic genealogy of the existing literature on the 2010–2012 era of the Arab Spring within Middle East studies and media studies more broadly. The aim is to map the plurality of patterns, stories, ideas, and analyses networked across media forms. This chapter is designed to refute the possibility of a monolithic narrative about contemporary Egypt. It also situates the study within the growing scholarship on social media and political change and introduces key concepts in design research methodology.


1996 ◽  
Vol 5 (2) ◽  
pp. 136-146 ◽  
Author(s):  
Aldrigo Grassi ◽  
Maria Cristina Falzoni

RIASSUNTOScopo – Mettere a confronto la prevalenza di stati di disagio psichico in quattro gruppi di giovani di diversa condizione sociale (operai metalmeccanici esposti e non esposti a rischi occupazionali per la salute mentale, disoccupati o in cerca di prima occupazione e studenti a tempo pieno); lo studio inoltre valuta tra gli stessi gruppi, a distanza di sei anni, i cambiamenti di stato e le variazioni del disagio psichico. Disegno – I soggetti, selezionati attraverso accurate procedure di randomizzazione, sono maschi, in età compresa tra 20 e 29 anni, residenti da almeno 10 anni nella stessa area geografica e ancora conviventi con il nucleo famigliare originario. Sono stati reclutati 157 giovani, suddivisi nei seguenti gruppi: metalmeccanici esposti a rischi occupazionali specifici per la salute mentale (n° = 30); metalmeccanici non esposti (n° = 57); disoccupati (n° = 40); studenti a tempo pieno (n° = 30).La prevalenza degli stati di disagio psichico è stata confrontata nei quattro gruppi; a distanza di sei anni, sono stati valutati, nei 116 soggetti che hanno partecipato allo studio di follow-up, i cambiamenti di status e i livelli di disagio psichico.Setting – L'indagine è stata condotta a Cento (Ferrara), una zona economicamente ricca e con tassi di disoccupazione molto bassi. Le interviste sono state effettuate nel 1987 e nel 1993; i giovani, dopo essere stati contattati telefonicamente, sono stati intervistati nella propria abitazione, sempre dallo stesso psicologo. Principali misure utilizzate – Nel 1987 a ciascun soggetto sono stati somministrati una scheda «Posizione sociale e salute» (PSS) e un questionario, precedentemente validato, per la determinazione dell'indice di disagio psichico (IDP).Inoltre gli operai metalmeccanici, mediante il «Questionario di rischio lavorativo» (QRL), sono stati suddivisi nei due gruppi «a rischio» e «non a rischio» occupazionale per la salute mentale.Nel 1993, nello studio di follow-up, è stato nuovamente somministrato il questionario per la rilevazione dell'IDP ed è stata fatta compilare una scheda (Scheda per la posizione sociale e occupazionale) per raccogliere dettagliate informazioni sui cambiamenti lavorativi o di stato sociale intervenuti nei sei anni precedenti.Risultati – Nel 1987 si sono riscontrate situazioni di disagio psichico significativamente più frequenti e di maggior rilevanza negli operai metalmeccanici esposti a rischi occupazionali per la salute mentale (mentre nulla di significativo è emerso negli altri gruppi, in quello dei disoccupati in particolare). Dallo studio di follow-up si sono potuti rilevare miglioramenti significativi, per quanto riguarda il disagio psichico, negli operai metalmeccanici che sono passati dal lavoro manuale ad un altro tipo di impiego; si è inoltre riscontrata la tendenza, nei giovani disoccupati che hanno trovato, nei corso dei sei anni, un lavoro fisso, ad un peggioramento del grado di disagio psichico.Conclusioni – L'aspetto piu interessante della nostra ricerca sembra essere rappresentato dall'analisi delle relazioni tra prospettive occupazionali e salute mentale di giovani che vivono in un'area economicamente forte. Ulteriori ricerche dovranno tuttavia approfondire le problematiche specifiche connesse con le possibili prospettive occupazionali di studenti e giovani disoccupati e/o in cerca di prima occupazione.


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