scholarly journals Managers’ perceptions of competence and practice development following education in the prevention and management of staff-directed aggression: promoting person-centred practice

2020 ◽  
Vol 10 (2) ◽  
pp. 1-19
Author(s):  
Erlend R. Maagerø-Bangstad ◽  
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Knut Tore Sælør ◽  
Ottar Ness ◽  
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Background: Staff-directed aggression and violence may have harmful implications for all parts of a mental health service organisation. In an effort to advance the development of competent practice in community mental health and substance abuse services in Oslo, the municipality has offered various courses in the prevention and management of staff-directed aggression and provided supportive tools for practice development. Aim: To explore managers’ perceptions of how participating in education and applying supportive tools have contributed to the development of competence and practice in their own services. Method: Qualitative interviews with 11 managers working in homebased community mental health services were analysed, using qualitative content analysis. Findings: The findings show education and application of tools contributed to: 1) increased awareness and understanding of the complexities of staff-directed aggression; 2) empowered and collaborative practice through negotiations of power relations; and 3) adjustment of perceived management responsibilities and assignments. Conclusion: The findings indicate that managers not only felt their staff had become more knowledgeable and competent following education, but that participation in education also impacted on collaboration within and outside their own services, as well as directly influencing how they dealt with threatening situations in the workplace. Implications for practice: Staff-directed aggression is a complex phenomenon and efficient practitioners are able to keep in mind a number of relevant aspects of practice simultaneously Collaboration in prevention and management of staff-directed aggression requires staff to acknowledge and accommodate service users’ perspectives regarding practice A levelling of power differentials between community mental health services and specialist mental health services takes place when partaking in the same education and sharing vocabulary and conceptual frameworks regarding risk assessment and management

2011 ◽  
Vol 5 (1) ◽  
pp. 3 ◽  
Author(s):  
Alex Cohen ◽  
Julian Eaton ◽  
Birgit Radtke ◽  
Christina George ◽  
Bro Manuel ◽  
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1998 ◽  
Vol 7 (2) ◽  
pp. 98-109 ◽  
Author(s):  
Antonio Lora ◽  
Gabriella Bai ◽  
Callisto Bravi ◽  
Roberto Bezzi ◽  
Francesco Bulgarini ◽  
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RIASSUNTOScopo — L'obiettivo di questo studio è quello di descrivere i patterns di utilizzazione dei pazienti in contatto con 5 Unità Operative di Psichiatria lombarde secondo quattro classi: alti utilizzatori lungoassistiti, alti utilizzatori non lungoassistiti, lungoassistiti non alti utilizzatori, non alti utilizzatori non lungoassistiti. Disegno — Studio descrittivo a partire dai dati ricavati dal Sistema Informativo Psichiatrico regionale; è stata analizzata una coorte di 5.670 pazienti nell'ambito della prevalenza annua relativa all'anno 1994. Setting — 5 Unità Operative di Psichiatria della Regione Lombardia (Merate, Treviglio, Crema, Desio, Castano Primo), con una popolazione complessiva di 610.184 residenti di eta superiore ai 14 anni. Principali misure utilizzate — Sono state prese in considerazione alcune variabili sociodemografiche e cliniche relative ai pazienti; oltre un'analisi descrittiva dei quattro patterns, è stata effettuata una analisi logistica multinomiale. Risultari — Gli alti utilizzatori lungoassistiti (AU-LA), pur rappresentando solo il 5.3% del campione (4.9 casi per 10.000 residenti di età superiore ai 14 anni), consumano il 60% delle risorse espresse in SCS; solo la condizione di separato, divorziato, vedovo è predittiva per tale pattern. Gli alti utilizzatori non lungoassistiti (AU-non LA) costituiscono 1.2% del campione (1.1 casi per 10.000) ed utilizzano il 7.8% del SCS. Variabili predittrici di tale pattern sono l'eta compresa tra i 15-44 anni, l'assenza di un'attivita lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici negli anni 1985-1989. I lungoassistiti non alti utilizzatori (LA-non AU) rappresentano il 23.4% della coorte (21.6 casi per 10.000) e vengono al secondo posto per consumo dirisorse (18.1% del SCS). Sono variabili predittive: l'età compresa tra i 15-44 anni, il vivere da solo, l'assenza di un'attività lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici antecedenti al 1990. I pazienti non lungoassistiti non alti utilizzatori (non LA-non AU), pur rappresentando il 70.1% della coorte (64.8 casi per 10.000), consumano solo il 13.8% del SCS. Conclusioni — I dati mostrano che complessivamente l'attivita delle UOP è orientata nei confronti dei pazienti piu gravi, anche se sono rilevabili marcate differenze tra le UOP lombarde rispetto all'utilizzazione dei servizi. È confermata l'utilita di un Sistema Informativo a diffusione regionale che permetta di monitorare l'evoluzione nel tempo e nel territorio regionale dei patterns di utilizzazione.


1994 ◽  
Vol 45 (8) ◽  
pp. 793-797 ◽  
Author(s):  
Phyllis Solomon ◽  
Jeffrey Draine ◽  
Arthur Meyerson

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