‘E se paesani / zoppicanti sono questi versi’. Povertà e follia nell'opera di Amelia Rosselli, by Sara Sermini, Florence, Leo S. Olschki, 2019, 252pp., €24 (paperback), ISBN 978-88-22-26638-5

Modern Italy ◽  
2020 ◽  
pp. 1-2
Author(s):  
Beppe Cavatorta
Keyword(s):  
Author(s):  
Sara Sermini

Partendo dall’articolo su Boris Pasternak scritto da Amelia Rosselli nel1966 e attraverso l’indagine delle edizioni del poeta russo conservate presso labiblioteca della poetessa, mi propongo in questo breve scritto di studiare i motiviletterari e politici della vicinanza di Amelia Rosselli all’opera di Boris Pasternak.


Author(s):  
Emmanuela Tandello
Keyword(s):  

This chapter examines the influence of Petrarch on the poetry of Amelia Rosselli. It argues that Rosselli's poetry can be seen to reaffirm the enduring value of the Petrarchan legacy at the close of the second millennium and shows how Petrarchan discourse operates within her poetry as a veritable ghost in the machine. It suggests of Rosselli's three major books, Serie ospedaliera appears to be the one in which the dialogue with Petrarch is more explicitly and productively engaged.


altrelettere ◽  
2016 ◽  
Author(s):  
Elena Carletti

La poesia di Amelia Rosselli si rivela di stampo profondamente fenomenologico e prende le mosse da una realtà tumultuosa, in costante divenire. Il caos della realtà esterna viene interiorizzato in un processo di filtrazione deformante, indispensabile per raggiungere uno stato di appropriazione del reale. Il presente saggio indaga da principio le implicazioni fenomenologiche nella poetica rosselliana, in linea con simili approcci sia in Italia, nelle teorizzazioni del Gruppo 63, che all’estero, nel saggio di Charles Olson. L’arte perde una volta per tutte il suo statuto di veridicità e diventa piuttosto un processo in fieri, un cauto accostamento al reale. In particolare, nella ricerca rosselliana il meccanismo deformante diventa imprescindibile per interiorizzare e “domare” il mondo esterno. Il reale viene sottoposto a curvature e deformazioni spazio-temporali secondo le leggi delle geometrie non euclidee e delle trasformazioni topologiche. Il risultato ottenuto, seppure distorto, si rivela concettualmente equivalente alla materia di partenza. La rappresentazione deformante corrisponde dunque a un processo di filtrazione fenomenologico che restituisce una versione della realtà analoga, nonostante le sue forme siano stravolte. Alcune brevi analisi testuali mostrano come la tensione deformante da una parte venga utilizzata per appropriarsi e superare definitivamente l’esperienza traumatica passata, dall’altra divenga strumento per inserirsi nel canone letterario patriarcale. Il padre si offre come figura emblematica di superamento: il padre biologico che origina il trauma infantile, ma anche i padri della tradizione letteraria (Rimbaud, Scipione, Dante, Montale) i cui versi vengono rubati e turbati, deformati in un discorso finalmente a misura di donna.


Sign in / Sign up

Export Citation Format

Share Document