Steps towards effective teamworking in Community Mental Health Teams

2013 ◽  
Vol 31 (1) ◽  
pp. 51-59 ◽  
Author(s):  
C. Twomey ◽  
M. Byrne ◽  
T. Leahy

ObjectivesThis paper aims to show how effective teamworking can be achieved in Community Mental Health Teams (CMHTs), in the context of recovery-focused care.MethodsA narrative review of various governmental policy documents and selected papers relevant to teamworking and recovery-focused care within mental health services, in an Irish context.FindingsEffective teamworking within CMHTs is a prerequisite to the provision of quality, recovery-focused care. It requires the management of various environmental (e.g. adopting a ‘recovery’ model of mental health), structural (e.g. sharing of responsibilities and capabilities) and process (e.g. utilising a clear referral pathway) factors that influence teamworking, as CMHTs develop over time.ConclusionsCompletion by CMHT members of teamworking and other evaluative measures can assist teams in highlighting potential interventions that may improve recovery-focused team functioning and effectiveness.

2021 ◽  
pp. 135910452199970
Author(s):  
Naomi Gibbons ◽  
Emma Harrison ◽  
Paul Stallard

Background: There is increased emphasis on the national reporting of Routine Outcome Measures (ROMS) as a way of improving Child and Adolescent Mental Health Services (CAMHS). This data needs to be viewed in context so that reasons for outcome completion rates are understood and monitored over time. Method: We undertook an in-depth prospective audit of consecutive referrals accepted into the Bath and North East Somerset, Swindon and Wiltshire (BSW) CAMHS service from November 2017 to January 2018 ( n = 1074) and April to September 2019 ( n = 1172). Results: Across both audits 90% of those offered an appointment were seen with three quarters completing baseline ROMS. One in three were not seen again with around 30% still being open to the service at the end of each audit. Of those closed to the service, paired ROMS were obtained for 46% to 60% of cases. There were few changes in referral problems or complexity factors over time. Conclusion: Understanding the referral journey and the reasons for attrition will help to put nationally collected data in context and can inform and monitor service transformation over time.


2011 ◽  
Vol 5 (1) ◽  
pp. 3 ◽  
Author(s):  
Alex Cohen ◽  
Julian Eaton ◽  
Birgit Radtke ◽  
Christina George ◽  
Bro Manuel ◽  
...  

1998 ◽  
Vol 7 (2) ◽  
pp. 98-109 ◽  
Author(s):  
Antonio Lora ◽  
Gabriella Bai ◽  
Callisto Bravi ◽  
Roberto Bezzi ◽  
Francesco Bulgarini ◽  
...  

RIASSUNTOScopo — L'obiettivo di questo studio è quello di descrivere i patterns di utilizzazione dei pazienti in contatto con 5 Unità Operative di Psichiatria lombarde secondo quattro classi: alti utilizzatori lungoassistiti, alti utilizzatori non lungoassistiti, lungoassistiti non alti utilizzatori, non alti utilizzatori non lungoassistiti. Disegno — Studio descrittivo a partire dai dati ricavati dal Sistema Informativo Psichiatrico regionale; è stata analizzata una coorte di 5.670 pazienti nell'ambito della prevalenza annua relativa all'anno 1994. Setting — 5 Unità Operative di Psichiatria della Regione Lombardia (Merate, Treviglio, Crema, Desio, Castano Primo), con una popolazione complessiva di 610.184 residenti di eta superiore ai 14 anni. Principali misure utilizzate — Sono state prese in considerazione alcune variabili sociodemografiche e cliniche relative ai pazienti; oltre un'analisi descrittiva dei quattro patterns, è stata effettuata una analisi logistica multinomiale. Risultari — Gli alti utilizzatori lungoassistiti (AU-LA), pur rappresentando solo il 5.3% del campione (4.9 casi per 10.000 residenti di età superiore ai 14 anni), consumano il 60% delle risorse espresse in SCS; solo la condizione di separato, divorziato, vedovo è predittiva per tale pattern. Gli alti utilizzatori non lungoassistiti (AU-non LA) costituiscono 1.2% del campione (1.1 casi per 10.000) ed utilizzano il 7.8% del SCS. Variabili predittrici di tale pattern sono l'eta compresa tra i 15-44 anni, l'assenza di un'attivita lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici negli anni 1985-1989. I lungoassistiti non alti utilizzatori (LA-non AU) rappresentano il 23.4% della coorte (21.6 casi per 10.000) e vengono al secondo posto per consumo dirisorse (18.1% del SCS). Sono variabili predittive: l'età compresa tra i 15-44 anni, il vivere da solo, l'assenza di un'attività lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici antecedenti al 1990. I pazienti non lungoassistiti non alti utilizzatori (non LA-non AU), pur rappresentando il 70.1% della coorte (64.8 casi per 10.000), consumano solo il 13.8% del SCS. Conclusioni — I dati mostrano che complessivamente l'attivita delle UOP è orientata nei confronti dei pazienti piu gravi, anche se sono rilevabili marcate differenze tra le UOP lombarde rispetto all'utilizzazione dei servizi. È confermata l'utilita di un Sistema Informativo a diffusione regionale che permetta di monitorare l'evoluzione nel tempo e nel territorio regionale dei patterns di utilizzazione.


1994 ◽  
Vol 45 (8) ◽  
pp. 793-797 ◽  
Author(s):  
Phyllis Solomon ◽  
Jeffrey Draine ◽  
Arthur Meyerson

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